Ogni anno la Legge di Bilancio rappresenta un passaggio chiave per le imprese che pianificano investimenti, innovazione e crescita. Il nuovo impianto normativo delinea un quadro completo di agevolazioni fiscali che punta a sostenere la competitività del sistema produttivo, rafforzando al contempo digitalizzazione, sostenibilità energetica e sviluppo territoriale.
Accanto a strumenti già collaudati, la manovra introduce importanti aggiornamenti, ampliamenti e rifinanziamenti che rendono il 2026–2028 un triennio particolarmente favorevole per chi adotta una visione strategica e integrata degli incentivi.

La novità dell’Iperammortamento
Il ritorno dell’Iperammortamento, con una dotazione complessiva di 2,5 miliardi di euro, segna un cambio di passo nella politica di sostegno agli investimenti produttivi.
La misura consente un incremento del costo fiscalmente deducibile, rafforzando la capacità delle aziende di pianificare interventi di ammodernamento e innovazione in una prospettiva di medio-lungo periodo.
Le nuove aliquote permettono di raggiungere:

Se combinata con la deduzione ordinaria, la misura può generare un beneficio complessivo superiore al 70%, rendendo l’Iperammortamento una leva decisiva per il rinnovo degli asset produttivi.
Una delle novità più rilevanti introdotte dalla Legge di Stabilità 2026 riguarda l’ampliamento dell’elenco dei beni agevolabili.
In base alle disposizioni introdotte, sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 nei seguenti beni prodotti nell’UE e nello Spazio Economico Europeo:
- beni materiali e software 4.0 interconnessi (incluse soluzioni avanzate per intelligenza artificiale, cybersecurity, connettività industriale, gestione dei dati e dei flussi energetici);
- impianti per la produzione di energia rinnovabile destinata all’autoconsumo, inclusi i sistemi di accumulo, nella misura in cui risultino integrati e funzionali al processo produttivo;
L’ampliamento degli allegati tecnici consente alle imprese di includere infrastrutture digitali strategiche, rafforzando l’allineamento tra incentivi fiscali e processi di trasformazione tecnologica.
Bonus ZES fino al 2028
La Legge di Bilancio 2026 rafforza in modo significativo il Bonus Investimenti Sud ZES, confermandolo per il triennio 2026–2028 come una delle principali leve di sviluppo per le imprese che investono nel Mezzogiorno.
La misura dispone di una dotazione complessiva pari a 4,05 miliardi di euro, e si rivolge alle imprese con unità operative nelle regioni di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, oltre ad alcuni territori ammessi di Abruzzo, Marche e Umbria.
Il credito d’imposta agevola investimenti di almeno 200.000 euro in nuovi impianti, macchinari e attrezzature, nonché in immobili e terreni effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028.
L’agevolazione è riconosciuta sotto forma di credito d’imposta con aliquote variabili fino al 70%, determinate annualmente in base al meccanismo di riparto delle risorse disponibili e alla dimensione dell’impresa.
Crescere all’estero con Simest
Le Misure SIMEST rappresentano un sistema articolato di strumenti a supporto dei progetti di internazionalizzazione delle imprese italiane, consentendo di agevolare fino al 100% delle spese sostenute per l’ingresso e il consolidamento sui mercati esteri. Il valore di questi strumenti risiede nella possibilità di costruire percorsi strutturati di espansione internazionale, adattabili alle diverse fasi di sviluppo dell’impresa.
Tra le principali linee di intervento rientrano le misure a sostegno:
- della transizione digitale ed ecologica,
- dell’accesso ai mercati strategici, in particolare India, Sud America e Africa dal 14 gennaio 2026 anche negli USA,
- della partecipazione a fiere ed eventi internazionali,
- degli investimenti in e-commerce,
- dell’inserimento temporaneo di figure specialistiche come export o temporary manager
- delle spese per certificazioni e consulenze, spesso determinanti per operare efficacemente sui mercati esteri.
A rafforzare ulteriormente questo pacchetto agevolativo interviene la novità introdotta dalla Legge di Bilancio, che prevede uno stanziamento dedicato di 500 milioni di euro per il sostegno ai progetti di export e investimento nei mercati africani, con condizioni particolarmente favorevoli per le imprese.
La misura combina, infatti, un contributo a fondo perduto pari al 10% dell’investimento, fino a un massimo di 100.000 euro, che può salire al 20% fino a 200.000 euro per le imprese del Sud, le PMI innovative e le start-up innovative, con un finanziamento pubblico a tasso vicino allo zero, della durata di sei anni, destinato a investimenti di almeno 10.000 euro.
L’intervento accompagna le imprese nell’inserimento in questo mercato, favorendo progetti strutturati e sostenibili e prevedendo che almeno il 60% delle spese ammissibili sia destinato a interventi legati alla sostenibilità, all’innovazione e al rafforzamento patrimoniale.
Credito d’imposta R&S e Design
Il Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo rappresenta una leva fiscale fondamentale per sostenere gli investimenti delle imprese nello sviluppo e miglioramento di prodotti e processi. Questo strumento consente di ridurre il costo complessivo dei progetti di innovazione, trasformando una parte delle spese sostenute in risparmio fiscale pari al 10%, migliorando la sostenibilità economica degli investimenti.
All’interno del perimetro delle agevolazioni dedicate a R&S si colloca il Credito d’imposta Design, che agevola attività di design e ideazione estetica. Il design rappresenta una componente strategica dello sviluppo di prodotto, in quanto incide direttamente sulla differenziazione, sul valore percepito e sul posizionamento competitivo dell’offerta, soprattutto nei settori manifatturieri e del made in Italy.
La Legge di Bilancio riconosce alle imprese che svolgono attività di design e ideazione estetica un’aliquota maggiorata al 10%, allineata a quella prevista per il Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo. Questo rafforzamento rende il design una leva fiscale più efficace, consentendo alle imprese di sostenere in modo equilibrato sia la componente tecnica sia quella progettuale dei percorsi di innovazione, senza aumentare il carico fiscale complessivo.
Sabatini, 650 milioni per gli investimenti
Il rifinanziamento della Nuova Sabatini con 650 milioni di euro garantisce continuità a uno degli strumenti più efficaci per sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese in beni strumentali, quali macchinari ed impianti. La misura si conferma una leva operativa fondamentale per accompagnare i programmi di ammodernamento e crescita del sistema produttivo.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino al 10%, riconosciuto a fronte di un finanziamento bancario o leasing, che riduce in modo significativo il costo complessivo dell’investimento.
Per le PMI, la Nuova Sabatini si conferma uno strumento particolarmente efficace, in grado di garantire un minore costo del capitale, maggiore liquidità disponibile e accesso al credito a condizioni più favorevoli, rendendo sostenibili programmi di investimento senza compromettere la liquidità aziendale.
Rifinanziati i Contratti di Sviluppo
La Legge di Bilancio 2026 conferma e rifinanzia i Contratti di Sviluppo, stanziando 550 milioni di euro complessivi fino al 2029, garantendo continuità a uno degli strumenti più rilevanti per il sostegno ai programmi di investimento industriale strutturati e di ampia portata.
L’agevolazione è rivolta a imprese che realizzano investimenti produttivi di almeno 20 milioni di euro, soglia ridotta a 7,5 milioni di euro per i progetti agroindustriali, e può essere riconosciuta sotto forma di contributo a fondo perduto e/o finanziamento pubblico agevolato.
Le aliquote di beneficio sono variabili dal 10% al 70%, in funzione della dimensione dell’impresa e della localizzazione dell’investimento, consentendo di ridurre in modo significativo il fabbisogno finanziario complessivo e di migliorare la sostenibilità economica di operazioni industriali importanti come l’ampliamento o la nuova realizzazione di siti produttivi.
Il supporto di Gruppo Finservice
La Legge di Bilancio 2026 mette a disposizione delle imprese strumenti concreti per sostenere investimenti, innovazione e crescita. Una pianificazione tempestiva consente di strutturare correttamente i progetti e di valorizzare le opportunità disponibili in coerenza con le strategie industriali e finanziarie dell’impresa, nonché con le tempistiche previste dai singoli strumenti agevolativi.
In questo percorso, Gruppo Finservice affianca le imprese come partner strategico, supportandole nella definizione delle priorità di investimento e nella gestione delle agevolazioni lungo l’intero ciclo del progetto, con l’obiettivo di trasformare gli incentivi in leve concrete di sviluppo sostenibile nel tempo.
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