Comunità Energetiche Rinnovabili: via libera dall’UE per fondi da 5,7 miliardi

Bando nazionale Contributo a fondo perduto
La Commissione Europea ha dato il via libera all’Italia per agevolare le Comunità Energetiche Rinnovabili e l’autoconsumo di energia con uno stanziamento da 5,7 miliardi di euro dal PNRR. Più del doppio rispetto ai 2,2 miliardi di cui si parlava a Luglio 2023. Per poter approfondire le agevolazioni spettanti alle CER, capiamo che cosa sono e come si formano.

Che cosa sono le CER?

La Comunità Energetica Rinnovabile è un insieme di soggetti (cittadini, PMI, enti locali, associazioni, condomini, terzo settore, cooperative, enti religiosi) che decidono di unire le proprie forze per dotarsi di impianti per la produzione e condivisione di energia rinnovabile. Gli impianti possono riguardare il fotovoltaico, l’eolico, le biomasse ed il biogas (a determinate condizioni) ed altre fonti ad energia rinnovabile elettrica, con una potenza massima non superiore a 1 MW. Per formare una Comunità Energetica Rinnovabile ci sono almeno tre passaggi da rispettare:
  • Individuare l’area interessata alla costruzione dell’impianto
  • Individuare la cabina primaria, anche detta cabina di alta tensione, ovvero il dispositivo che permette il trasferimento dell’energia elettrica ad alta tensione (HT) a quella a bassa tensione (BT)
  • Formalizzare l’atto costitutivo del sodalizio con oggetto sociale prevalente i benefici ambientali, economici e sociali
Stando ai dati forniti dall’Energy&Strategy School of Management del Politecnico di Milano, in Italia ad oggi sono attive circa 85 comunità di autoconsumo (24 CER e 61 gruppi di autoconsumo).  

Le agevolazioni per le Comunità Energetiche Rinnovabili

Con il via libera dell’UE all’Italia alle agevolazioni a favore delle comunità energetiche, le CER potranno diventare una realtà diffusa nel Paese dando vita ad una nuova fase storica nel rapporto tra cittadini ed energia, in cui ciascun cittadino potrà contribuire alla produzione di energia rinnovabile. Un successivo decreto del Ministero per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica definirà i criteri e le modalità per due tipologie di incentivi a favore delle Comunità Energetiche Rinnovabili per complessivi 5,7 miliardi di euro fino al 2025:
  • un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi per la realizzazione di nuovi impianti a fonti rinnovabili o al potenziamento di quelli esistenti, nei Comuni fino a 5.000 abitanti. Gli stessi lavori di realizzo devono iniziare dopo la data d’invio della domanda di agevolazione. I fondi per questa parte di agevolazione ammantano a 2,2 miliardi.
  • una tariffa incentivante per 20 anni, distinta per fasce di potenza, sulla quota di energia condivisa da impianti da fonti rinnovabili. Lo stanziamento per le tariffe incentivanti è di 3,5 miliardi di euro.
Entrambe tali agevolazioni sono cumulabili fino al 40%, in tal caso la tariffa incentivante subisce una decurtazione. Sono ammissibili ai fini del contributo a fondo perduto le spese d’acquisto o potenziamento dell’impianti ad energia rinnovabile; sistemi di accumulo; attrezzature, hardware e software; opere edili; connessione alla rete elettrica; compresi studi di prefattibilità, progettazioni, direzione lavori e collaudi tecnici. L’obiettivo del Governo è la creazione di almeno 15.000 Comunità Energetiche Rinnovabili sul territorio italiano. L’uscita del bando con tutti i dettagli sulle agevolazioni è previsto per gli inizi del 2024. Per saperne di più e ricevere una prima consulenza gratuita scrivici qui.

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