Transizione ecologica, fino al 55% a fondo perduto per la produzione di beni green

Bando nazionale Contributo a fondo perduto Credito d'imposta

Ultimo aggiornamento 08.03.2024

La Commissione Europea ha dato il via libera allo Stato italiano ad incentivare la produzione di beni green come batterie, pannelli solari, elettrolizzatori e turbine eoliche tramite i c.d. Contratti di Sviluppo Green. Le risorse totali previste ammontano a 1,1 miliardi di euro. Un passo importante per promuovere il passaggio ad un’economia a zero emissioni e favorire il percorso verso la transizione ecologica. Bisogna adesso attendere il provvedimento Ministeriale di chiarimento sulle modalità di accesso.

Transizione ecologica, fino al 55% a fondo perduto per la produzione di beni green

Buone notizie per le aziende che producono beni green contribuendo alla transizione ecologica e alla decarbonizzazione dell’economia. Con un recente decreto ministeriale sono stati istituiti i nuovi Contratti di Sviluppo Green 2023 nell’ambito della revisione del PNRR-RepowerEU. L’obiettivo della misura è accelerare il percorso di transizione ad un’economia green e l’efficientamento energetico delle attività industriali, sostenendo la produzione dei beni green necessari per la decarbonizzazione dell’economia, come batterie, pannelli solari e turbine eoliche.

In cosa consiste l’agevolazione?

Con i Contratti di Sviluppo Green le imprese di qualunque dimensione possono ottenere un contributo a fondo perduto, variabile in base alle dimensioni aziendali e le regioni di riferimento, fino al:
  • 55% per il Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia);
  • 40% in alcuni Comuni depressi del Centro Nord;
  • 35% nei restanti Comuni del Centro-Nord.

Caratteristiche necessarie per i Contratti di Sviluppo Green 

Per poter partecipare al bando e contribuire alla transizione ecologica, le imprese devono avere in cantiere investimenti produttivi del valore di almeno 20 milioni di euro, finalizzati a produrre beni quali batterie, pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, elettrolizzatori, dispositivi per la cattura e stoccaggio di carbonio; estrarre o recuperare materie prime strategiche per la produzione di questi beni. Inoltre, tali investimenti per la decarbonizzazione delle imprese devono rispettare almeno due di queste condizioni:
  • Generare un impatto positivo sull’occupazione;
  • Realizzare o consolidare sistemi di filiera diretta ed allargata;
  • Presentare innovazioni di prodotto, di processo, di organizzazione e/o di marketing rispetto allo stato dell’arte a livello internazionale;
  • Essere proposti da imprese a vocazione internazionale;
  • Prevedere interventi di efficientamento energetico, di abbattimento delle emissioni o di economia circolare.
I contratti di sviluppo green sono cumulabili col credito d’imposta nazionale per gli investimenti 4.0.
Se sei interessato a ricevere maggiori informazioni clicca qui. La prima consulenza è gratuita.

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