Mini Contratti di Sviluppo Moda 2026: 100 Milioni di euro per le PMI del Tessile e della Filiera

Contributo a fondo perduto Finanziamento agevolato
Mini Contratti di Sviluppo Moda 2026

I nuovi Mini Contratti di Sviluppo per il settore Moda (D.M. 6 agosto 2026) mettono a disposizione 100 milioni di euro gestiti da Invitalia per sostenere gli investimenti delle PMI del tessile, abbigliamento e pelletteria. La misura offre un mix di contributi a fondo perduto e finanziamento agevolato  fino al 75% della spesa, per progetti compresi tra 1 e 20 milioni di euro.


€ 100 mln

Risorse totali

da €1 a €20 mln

Importi finanziabili

fino al 75%

Copertura agevolata

max 36 mesi

durata progetti



Perchè questa misura è decisiva per il settore

L’agevolazione arriva in un momento cruciale per la filiera del Made in Italy, chiamata ad affrontare sfide strutturali e normative imposte dal mercato:

  • Tracciabilità e sostenibilità: Oltre il 68% delle aziende del comparto Fashion & Luxury sta già investendo per tracciare la propria filiera produttiva. Il bando premia in modo diretto le imprese che adottano strumenti di tracciabilità e certificazioni etico-sociali.
  • EBITDA e solidità: La graduatoria terrà in grande considerazione la marginalità operativa dell’azienda, valorizzando i progetti finanziariamente sostenibili.
  • La forza della rete: Considerando che oltre il 75% delle aziende italiane del settore è formato da micro e piccole realtà, la possibilità di presentare progetti aggregati permette anche a strutture più piccole di superare la soglia di accesso di 1 milione di euro.

Quali spese e quali progetti si possono finanziare?

Sono ammisLe spese di investimento ammesse sono:

 ​🏢​Suolo aziendale e sistemazioni: fino al 10% del totale.

🔧​Opere murarie ed edilizie: fino al 40% del totale.

 ⚙️ Macchinari, impianti e attrezzature: esclusivamente nuovi di fabbrica.

 ☘️​Impianti da fonti rinnovabili: per l’autoconsumo dello stabilimento.

 📋Brevetti, licenze e altre forme di proprietà intellettuale.

 💼 Consulenze specialistiche: fino al 5%.


Spese integrative opzionali

Se collegate all’investimento principale, si possono aggiungere:

  • Progetti di innovazione organizzativa o di processo (fino al 40% del totale).
  •  Progetti di formazione del personale (fino al 20% del totale).
  •  Progetti di Ricerca & Sviluppo (ammessi solo per investimenti sopra i 5 milioni di euro).

Copertura finanziaria e regole di cumulo

Dal punto di vista della sostenibilità finanziaria, l’impresa è tenuta a garantire una solida copertura del progetto facendosi carico di almeno il 25% dell’investimento complessivo attraverso risorse proprie o finanziamenti privati privi di agevolazioni pubbliche.

Inoltre, il bando è cumulabile con l’IperAmmortamento 2026-28, permettendo di massimizzare il risparmio fiscale sugli investimenti in beni strumentali. Al contrario, non è possibile cumularlo con il Credito d’Imposta ZES Unica e ZLS, con la Nuova Sabatini e con le misure Simest, imponendo una scelta precisa fin dalla fase di pianificazione.


Come vengono valutati i progetti

Le domande vengono valutate tramite graduatoria, basata su:

  • Criteri contabili come la copertura finanziaria delle immobilizzazioni, l’indipendenza finanziaria, l’incidenza degli oneri finanziari e della gestione caratteristica sul fatturato.
  • Qualità della proposta, valutata su tre dimensioni:
    – Caratteristiche del soggetto proponente: fattibilità tecnica, rilevanza dei risultati attesi, grado di innovazione
    – Impatto del progetto

Il valore della consulenza di Gruppo Finservice

Data la natura a graduatoria della misura e la notevole articolazione della documentazione richiesta, l’accesso ai fondi esige un’impostazione progettuale rigorosa e ben strutturata.

Affidarsi a Gruppo Finservice significa contare su uno specialista capace di guidare l’impresa in ogni fase: dalla verifica dei requisiti economico-finanziari (come l’EBITDA) all’ottimizzazione dei criteri premiali relativi a sostenibilità e tracciabilità.

Domande frequenti

Invitalia valuterà le domande sulla base di tre elementi principali: la solidità della copertura finanziaria, il rapporto tra EBITDA e investimento e la presenza di certificazioni etico-sociali o strumenti di tracciabilità della filiera.

Tutte le spese e i contratti devono essere avviati esclusivamente dopo la presentazione della domanda a Invitalia.

L’azienda può richiedere un finanziamento agevolato fino al 20% delle spese ammissibili, con durata fino a 13 anni, di cui fino a 3 anni di preammortamento, senza garanzie.

Scegliendo questo finanziamento, la quota di contributo a fondo perduto viene leggermente ridotta in base al risparmio di interessi ottenuto, fermo restando che l’aiuto totale non supererà mai il 75% dell’investimento.

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