I Contratti di Sviluppo Green 2026 rappresentano una delle misure più rilevanti dei prossimi mesi per le imprese manifatturiere che intendono investire nella transizione energetica, nelle tecnologie pulite e nelle filiere strategiche europee.
La Commissione europea ha già concesso il via libera al regime agevolativo. È ora atteso il decreto attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che definirà in modo puntuale modalità e tempistiche del bando.
Secondo le informazioni attualmente disponibili, la dotazione complessiva potrebbe arrivare fino a 1,5 miliardi di euro, in parte finanziati dal PNRR.
Gli investimenti ammissibili: a chi si rivolge la misura
Contratti di Sviluppo Green sono rivolti a imprese manifatturiere di qualsiasi dimensione che intendono realizzare programmi di investimento produttivo di grande scala, non inferiori a 20 milioni di euro, in ambiti considerati strategici a livello europeo.
Sono ammissibili investimenti finalizzati alla:
- produzione di beni green (come batterie, pompe di calore, pannelli fotovoltaici, turbine eoliche, elettrolizzatori per idrogeno verde, impianti geotermici, tecnologie per biometano e biomasse sostenibili);
- produzione di componenti destinati a tali beni;
- produzione o il recupero di materie prime critiche necessarie alla realizzazione delle tecnologie green.
Spese agevolabili
Sulla base delle informazioni disponibili, risultano ammissibili:
- attivi materiali: impianti, macchinari, attrezzature, immobili e terreni;
- attivi immateriali: brevetti, licenze, know-how e proprietà intellettuale necessari al processo produttivo;
- opere murarie e infrastrutturali strettamente funzionali all’investimento.
È richiesto che almeno il 25% dell’investimento sia finanziato con risorse proprie o finanziamenti privati privi di sostegno pubblico
L’agevolazione: fino al 55% a fondo perduto
I Contratti di Sviluppo Green prevedono un’agevolazione che può essere concessa in forma combinata, sotto forma di contributo a fondo perduto e/o finanziamento agevolato.
L’impresa può, inoltre, richiedere il beneficio esclusivamente come contributo a fondo perduto, riducendo in modo diretto l’esborso finanziario.
Le aliquote massime di beneficio variano in base alla dimensione dell’impresa e alla localizzazione dell’investimento:
- Piccole imprese: fino al 55% nel Mezzogiorno, 40% nei Comuni depressi del Centro-Nord, 35% nelle altre aree
- Medie imprese: fino al 45% nel Mezzogiorno, 30% nei Comuni depressi del Centro-Nord, 25% nelle altre aree
- Grandi imprese: fino al 35% nel Mezzogiorno, 20% nei Comuni depressi del Centro-Nord, 15% nelle altre aree
L’eventuale finanziamento agevolato è erogato da Invitalia con:
- tasso agevolato pari a circa 0,64% (20% del tasso di riferimento),
- durata fino a 10 anni, con periodo di preammortamento commisurato alla durata del progetto.
Il beneficio complessivo può raggiungere importi molto elevati:
- fino a 150 milioni di euro per progetto,
- elevabili a 200 milioni di euro per investimenti nei Comuni depressi del Centro-Nord,
- fino a 350 milioni di euro per investimenti nel Mezzogiorno.
Il supporto di Gruppo Finservice
I Contratti di Sviluppo Green sono pensati per sostenere investimenti industriali strutturati, accompagnando le imprese in percorsi di crescita legati alla transizione green. Arrivare preparati consente di valutare in anticipo la coerenza del progetto, impostare correttamente il piano economico-finanziario e sfruttare appieno le opportunità della misura fin dalla sua apertura.
La pianificazione anticipata permette inoltre di costruire una strategia di cumulo efficace, integrando i Contratti di Sviluppo Green con strumenti nazionali come l’Iperammortamento 2026, così da aumentare il beneficio complessivo e migliorare concretamente il ritorno dell’investimento.




