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legge di bilancio

Ogni anno la Legge di Bilancio segna un momento decisivo per chi fa impresa.

La Bozza della Legge di Bilancio 2026 delinea un quadro di interventi fiscali e finanziari che mira a sostenere la modernizzazione dei processi, la transizione digitale ed energetica e la competitività del sistema industriale italiano.

Tornano strumenti collaudati, come Iperammortamento, ZES Sud, Nuova Sabatini e Contratti di Sviluppo, aggiornati per garantire più vantaggi, risorse e maggiore stabilità nel tempo.
Sono agevolazioni pensate per accompagnare le imprese in una fase di trasformazione, dove innovazione, sostenibilità ed efficienza diventano leve di competitività.

Le nuove disposizioni offrono l’opportunità di anticipare le strategie d’investimento, ottimizzare la gestione finanziaria e consolidare la propria posizione sul mercato.



Il nuovo Iperammortamento

Con l’Iperammortamento 2026 si apre una nuova fase per la fiscalità di vantaggio per le imprese: la misura, che prende il posto dei programmi Transizione 4.0 e 5.0, premia chi investe in beni strumentali, impianti produttivi e tecnologie sostenibili.

L’obiettivo è stimolare la produttività, liberare risorse per nuovi progetti e premiare chi rinnova impianti, macchinari o infrastrutture digitali.

Grazie a maggiorazioni fiscali significative, le imprese potranno dedurre quote più elevate del costo degli investimenti, con un risparmio d’imposta concreto e immediato.

Investimenti agevolabili

A differenza della precedente misura 5.0, la misura è destinata alle imprese di tutti i settori produttivi e non è più richiesto il rispetto del principio DNSH: un’estensione che amplia la platea dei beneficiari, includendo anche le imprese prima escluse dal perimetro delle agevolazioni.

Sono ammessi investimenti in:

  • i beni materiali e immateriali interconnessi al sistema aziendale (Allegati A e B Legge 232/2016);
  • gli impianti per l’autoproduzione di energia rinnovabile per l’autoconsumo e eventuali sistemi di accumulo. Nel caso di impianti fotovoltaici, sono ammessi all’agevolazione solo quelli prodotti nell’UE e iscritti al registro ENEA.

Sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026, o al 30 giugno 2027 a condizione che entro il 31 dicembre 2026 l’ordine sia stato accettato dal venditore e l’impresa abbia pagato un acconto di almeno il 20% del costo dell’investimento.

Le nuove aliquote

Le nuove maggiorazioni fiscali, applicabili solo ai fini IRES, rendono l’Iperammortamento ancora più vantaggioso consentendo una deduzione fino al 180%, e fino a 220% per progetti green, trasformando ogni spesa in un risparmio fiscale che, combinato con la deduzione ordinaria, può superare l’80%.

In particolare:

 

iperammortamento scaglioni di investimento

Per gli investimenti che comportano una riduzione dei consumi energetici superiore al 3% a livello di struttura produttiva o al 5% sul singolo processo produttivo, le percentuali di agevolazione crescono ulteriormente, raggiungendo livelli di vantaggio ancora più elevati:

 

  • 220% per investimenti fino a 2,5 milioni, con un beneficio del 52,8% di beneficio;
  • 140% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni, con un beneficio del 33,6%;
  • 90% per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro.

Ulteriori criteri per l’accesso a tali misure di incentivo più elevate potranno essere definiti con apposito decreto ministeriale atteso entro gennaio 2026, che definirà anche modalità e termini per l’accesso all’incentivo tramite piattaforma GSE.


Bonus ZES confermato fino al 2028

Con la Bozza della Legge di Bilancio 2026 il Bonus ZES viene rafforzato e confermato anche per il triennio 2026–2028, con risorse dedicate pari a 2,3 miliardi per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028.

La misura consente alle imprese localizzate nelle regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e alcuni comuni dell’Abruzzo) di ottenere un credito d’imposta fino al 70%, variabile in base alla dimensione d’impresa e alla regione di appartenenza, per l’acquisto di beni strumentali nuovi e per la realizzazione di nuovi impianti produttivi.

In fase parlamentare è in fase di approvazione l’estensione del beneficio alle imprese localizzate in alcune aree di Marche ed Umbria.

L’accesso all’agevolazione richiede la presentazione della comunicazione all’Agenzia delle Entrate, in modalità telematica, per la prenotazione del credito.

Una volta accettata, l’impresa può utilizzare il beneficio in compensazione tramite modello F24, ottenendo un vantaggio fiscale diretto. In particolare, per ciascun anno è necessario inviare:

 

  • una comunicazione preventiva dal 31 marzo al 30 maggio di ciascun anno;
  • una comunicazione consuntiva nei mesi di gennaio successivi.

La ZES 2026 si conferma così una leva strategica per le imprese che vogliono crescere nel Sud Italia: offre stabilità normativa, incentivi fiscali competitivi e procedure snelle, elementi che permettono di ridurre il costo del capitale, migliorare la redditività degli investimenti e favorire una crescita industriale duratura sul territorio.


650 milioni alla Nuova Sabatini

La Nuova Sabatini resta uno degli strumenti più efficaci e immediati per sostenere la crescita delle imprese attraverso un contributo per l’acquisto diretto o leasing di beni strumentali.

Con la Bozza della Legge di Bilancio 2026, la misura viene rifinanziata per il biennio 2026–2027, con continuità della norma, garantendo un quadro operativo stabile e la possibilità di pianificare nuovi investimenti in modo programmato e sicuro.

Dettagli sull’agevolazione

L’agevolazione è rivolta a micro, piccole e medie imprese con sede operativa in Italia e iscritte al Registro delle Imprese, attive in qualsiasi settore produttivo, inclusi agricoltura e pesca.

Sono ammissibili gli investimenti in impianti, macchinari, attrezzature, hardware e software nuovi di fabbrica, destinati a potenziare la capacità produttiva e l’efficienza dell’impresa.

Il finanziamento, della durata massima di 5 anni, può variare da 20.000 a 4 milioni di euro, e il contributo può ammontare a:

  • 7,7% per i beni materiali generici;
  • 10,1% per investimenti digitali e green;
  • fino al 15% per le società che effettuano un aumento di capitale sociale.

Grazie al rifinanziamento 2026, la Nuova Sabatini si conferma una leva semplice, rapida e strategica per consentire un accesso facilitato al credito e migliore la gestione della liquidità.


Rifinanziati i Contratti di Sviluppo

Con un rifinanziamento complessivo di 550 milioni di euro250 milioni per il 2027, 50 milioni per il 2028 e 250 milioni per il 2029 – i Contratti di Sviluppo si confermano uno strumento chiave per sostenere progetti industriali di medio e grande respiro.

L’obiettivo è favorire investimenti produttivi, agroalimentari e ambientali: dalla creazione di nuove unità produttive all’ampliamento o riconversione di impianti esistenti, fino alla realizzazione di interventi per l’autoconsumo energetico e l’efficienza ambientale.

Le agevolazioni possono essere concesse sotto forma di contributo a fondo perduto e/o finanziamento agevolato fino al 60%, in base alla localizzazione e alla dimensione aziendale. I progetti sono valutati in ordine cronologico e devono generare impatti concreti su occupazione, innovazione, filiere e sostenibilità.

Per le imprese che pianificano investimenti strutturali, i Contratti di Sviluppo rappresentano una leva strategica per rafforzare la competitività nel lungo periodo, trasformando gli investimenti in un vantaggio concreto e duraturo.


Cumulare per moltiplicare

Uno degli aspetti più interessanti delineati dalla Legge di Bilancio 2026 all’avvio per l’iter parlamentare è la possibilità di combinare più strumenti agevolativi per un medesimo investimento, nel rispetto dei limiti stabiliti dalla normativa europea.

Questo approccio apre scenari estremamente vantaggiosi per le imprese che vogliono pianificare con visione integrata e massimizzare il ritorno economico di ogni progetto.

Un esempio concreto?

L’abbinamento tra Iperammortamento e i finanziamenti Simest: la componente finanziaria garantisce un contributo a fondo perduto fino al 20% e un finanziamento a tasso zero fino all’80% del valore del progetto, mentre il beneficio fiscale si calcola sul costo dell’investimento nettizzato del contributo a fondo perduto e del risparmio di interessi connesso al finanziamento agevolato.

In un contesto in cui le agevolazioni diventano sempre più mirate e selettive, la capacità di costruire combinazioni efficaci tra misure diverse — Iperammortamento, ZES, Sabatini, Contratti di Sviluppo e Simest — rappresenta la chiave per trasformare la finanza agevolata da semplice opportunità a strumento concreto di competitività.


Conclusioni: pianificare, integrare e mantenere

La Bozza della Legge di Bilancio 2026 delinea uno scenario di opportunità favorevole per chi pianifica con metodo e visione strategica.

Il vero vantaggio non è solo accedere a una singola misura, ma saperle integrare in modo efficace, valorizzando ogni incentivo all’interno di una strategia complessiva di crescita.
Allo stesso tempo, è altrettanto importante curare con attenzione la fase di mantenimento documentale, conservando nel tempo la documentazione tecnica e amministrativa richiesta, come stabilito dalla Circolare AE n. 9/2021, per dimostrare il rispetto dei requisiti e preservare la validità dei benefici ottenuti.

In una fase ancora transitoria, in cui le misure non sono definitive ma delineano tendenze chiare, la chiave è agire per tempo: pianificare, integrare e gestire con competenza.
Con un partner esperto al fianco e una visione integrata, ogni impresa può trasformare gli incentivi in un vantaggio competitivo concreto e duraturo.


Il supporto di Gruppo Finservice

Con oltre 25 anni di esperienza nel settore delle agevolazioni e della finanza d’impresa, Gruppo Finservice accompagna le aziende in ogni fase:

 

  • analisi di ammissibilità e pianificazione delle agevolazioni;
  • predisposizione della documentazione e delle perizie tecniche;
  • gestione dei rapporti con MIMIT, GSE, Invitalia e Agenzia delle Entrate;
  • monitoraggio e mantenimento dei benefici nel tempo.

Affidarsi a un partner esperto permette di trasformare la Bozza della Legge di Bilancio 2026 da opportunità potenziale a vantaggio concreto per la competitività aziendale.

Contattaci per una consulenza personalizzata e scopri come accedere con successo alle nuove misure agevolative.


FAQ Bozza Legge di Bilancio 2026

Che cos’è l’iperammortamento?

È la maggiorazione, ai fini delle imposte sui redditi, del costo di acquisizione dei beni materiali strumentali nuovi, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing. In pratica, consente alle imprese di dedurre una quota più elevata del costo del bene, riducendo così l’imponibile fiscale e generando un risparmio d’imposta.

Qual è la combinazione più vantaggiosa tra Iperammortamento, ZES e Sabatini?

La strategia ideale dipende da settore, localizzazione e fabbisogno finanziario. In molti casi, l’abbinamento tra Iperammortamento e Sabatini permette di ridurre sia il costo fiscale che quello del capitale, mentre la ZES può aggiungere un credito d’imposta diretto fino al 70%.

Quali investimenti conviene anticipare nel 2026?

Tutti quelli in beni strumentali, impianti e tecnologie 4.0/green che possono rientrare negli scaglioni più vantaggiosi dell’Iperammortamento. Pianificare l’ordine e l’acconto entro il 2026 è strategico per assicurarsi le percentuali più alte.

In che modo queste misure impattano sulla liquidità aziendale?

Le agevolazioni consentono di liberare risorse fiscali e finanziarie da reinvestire in crescita. Iperammortamento e ZES riducono la pressione fiscale, mentre Sabatini e Contratti di Sviluppo garantiscono contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato per sviluppo di progetti aziendali, migliorando i flussi di cassa e la pianificazione finanziaria.

È possibile cumulare queste agevolazioni con bandi regionali o fondi PNRR?

In diversi casi sì, purché si rispettino i limiti europei di intensità d’aiuto. Una strategia integrata consente di sfruttare in modo combinato più fonti di finanziamento, ottimizzando il ritorno economico dell’investimento.

Come gestire la fase di mantenimento dopo aver ottenuto i benefici?

Il mantenimento è tanto importante quanto la richiesta: serve un monitoraggio costante, aggiornamento dei registri e conservazione di tutta la documentazione per (il periodo di fruizione del beneficio) almeno cinque anni. Una gestione ordinata tutela l’impresa da controlli futuri e garantisce la piena validità del beneficio.
Ai fini dei successivi controlli, l’azienda deve documentare, attraverso un’adeguata e sistematica reportistica, il mantenimento, per tutto il periodo di fruizione dei benefici, delle caratteristiche e dei requisiti richiesti.

Come si inserisce la consulenza Finservice in questo processo?

Finservice non si limita a gestire la pratica: progetta la strategia agevolativa più adatta all’impresa, coordinando strumenti diversi e garantendo continuità tra pianificazione, accesso e mantenimento dei benefici. È un approccio globale, non burocratico.